domenica 20 aprile 2008

Roccia bagnata

Nuova uscita, e alla fine abbiamo preso la prima pioggia!

Bard, all'inizio della Val d'Aosta. Granito bagnato e scuro. Una via (Pà Raumer) in due parti, 3+3 tiri, difficoltà 4c.

Molto interessante, con passaggi in contrapposizione (si dice anche "Dulfer"). E' un movimento che sfrutta una fessura, nella quale si mettono le mani per tenersi e contemporaneamente si spinge con i piedi. Abbastanza faticosa! Occorre muoversi in fretta.

La via costeggia il bosco, quindi in alcuni passaggi ci sono alberi ed arbusti (spinosi!). Un certo albero è molto utile alla partenza della seconda parte! :)

Per la prima volta percorriamo un'intera via, con arrivo in cima ad un "panettone"... Che soddisfazione! E che freddo! Pioggia e vento... occorre calarsi in fretta!

Set di foto

domenica 13 aprile 2008

Aderenza

Che cos'è l'arrampicata in aderenza?
E' il miracolo delle suole di queste scarpette da arrampicata! una parete praticamente lisca... senza appigli per le mani o appoggi per i piedi... Certo non verticale, ma quasi!

Adesso che sappiamo (almeno in teoria!) come muoverci, conosciamo le basi della tecnica di arrampicata, proviamo a farlo davvero, ad usare i piedi e l'equilibrio senza tirarci su con le mani... perchè non c'è niente a cui aggrapparsi!!
Ponte Brolla, all'ingresso della Valle Maggia, sopra Locarno in Svizzera.
C'è un torrente ed enormi placche e falesie in valle, praticamente senza avvicinamento.

Due vie, una al mattino sulle placchette, disl. 100 m, 5 tiri, tutto in aderenza, e al pomeriggio lo Sperone, disl. 170 m, 8 tiri, in aderenza e gli ultimi due tiri in verticale.

L'aderenza mi piace! E' sorprendente come i piedi restino attaccati alla roccia, mettendo il peso in modo corretto e controllando l'equilibrio!

Set di foto

venerdì 4 aprile 2008

Tecnica?

Ma non avevo detto che qui non si parlava di tecnica di arrampicata?!
Okay ma adesso so come muovermi! Perchè è possibile progredire in parete risparmiando energie e riducendo al minimo gli sforzi.
Una posizione di equilibrio, con i talloni in basso e il bacino vicino alla parete, e una fase dinamica, dove ci si scosta dalla parete, si fanno due passi centrali per poi riaprire i piedi in una nuova posizione di equilibrio. Durante il movimento devo spostare il baricentro sul piede in appoggio, spostandovi sopra il bacino. Così si è sempre in equilibrio!

L'errore più frequente che mi sono accorto di fare è di avanzare con mani e piedi sempre sfalsati, come "gattonando". Ma così sono sempre fuori equilibrio! Invece: scelgo la posizione per le mani, faccio i due passi tenendo le mani dove sono, quando arrivo alla successiva posizione di equilibrio avvicino il bacino alla parete (così non cado all'indietro!) e alzo le mani ai successivi appigli.
In questa maniera tutto "dovrebbe" andare bene! Naturalmente la cosa da imparare e trovare appigli e appoggi giusti per mani e piedi. Ci dicono che ne bastano di molto più piccoli di quanto immaginiamo! :)